Mantova

Mantova

“Mantua me genuit, calabri rapuere, tenet nunc  parthenope; cecini pascua, rura, duces.”

“Mantova mi generò, il salento mi rapì, ed ora mi tiene Napoli; cantai i pascoli, le campagne, i condottieri.”

Questa è l’iscrizione funeraria del più antico e, forse, più celebre figlio di Mantova: Virgilio.

A parte la dotta citazione Mantova è la seconda città d’arte, per importanza, più vicina Borgogelsi, la prima è, naturalmente, Verona.

Venendo dalla strada padana inferiore, quella per intenderci che arriva da Padova e quindi da Borgogelsi, si entra in Mantova accedendo da un ponte che divide due laghi, ed è stupendo nelle belle giornate estive vedere lo skyline della città, con il suo imponente palazzo ducale, specchiarsi nelle tranquille acque dei laghi.

La città è dunque circondata da laghi, in realtà si tratta di un artificiale allargamento del fiume Mincio eseguito per motivi di protezione militare della città.

Questi laghi, oltre ad essere un piacevole luogo di attività nautiche ricreative per i cittadini mantovani, ospitano la caratteristica pianta del loto.

Nel periodo tardo primaverile ed estivo si possono, con dei tour organizzati, utilizzando dei piccoli battelli assistere all’imponente spettacolo della fioritura del loto. LOTO

Cosa vedere

Tanti sono i monumenti della città, i più importanti sono:

Palazzo Ducale

Non è semplicemente un “palazzo” ma più propriamente è una “Reggia”. Dispone di più di 1.000 stanze e studioli, saloni principeschi, giardini rinascimentali, cortili e chiostri.

Non è un unico palazzo ma un accorpamento di parti sia medievali sia rinascimentali. Maria Teresa d’Austria apportò le ultime modifiche e lo chiamò, per la sua imperiale magnificenza, “Palazzo Reale”.

Residenza, dal 1308, dei signori di Mantova, i Bonacolsi, e di seguito principale residenza dei Gonzaga, prima signori poi marchesi ed infine duchi. Risiedevano nel palazzo il principe Gonzaga, la consorte, e l’intera sua figliolanza, oltre a numerosissimi ed importanti ospiti. Per esempio il viceré del Regno d’Italia napoleonico Eugenio de Beauharnais.

All’interno del palazzo possiamo ammirare : la Sala del Pisanello che riprende scene del ciclo bretone di Re Artù, lo studiolo di Isabella, con raffinati affreschi e l’appartamento del duca Vincenzo con stupendi soffitti.

Palazzo Te

Fu Federico Gonzaga, primo duca di Mantova e figlio della marchesa Isabella d’Este, a volere il Palazzo Te, per avere un luogo adibito allo svago. Ne fece dono alla sua amante, Isabella Boschetti, ed in questo luogo, con lei, visse un intenso, ma molto contrastato, amore. L’edificio fu costruito, su progetto di Giulio Romano, tra il 1525 ed il 1534, il celebre pittore ed architetto curò anche gli affreschi e le decorazioni interni. La sala più famosa è la Sala dei Giganti, nella quale l’artista rievoca l’episodio del tentativo che fecero i Titani ed i Giganti di cacciare gli dei dal monte Olimpo.

Vi è inoltre la sala di Amore e Psiche, in essa vi è, metaforicamente, rappresentato l’amore tra il duca Vincenzo e la splendida Isabella Boschetti. Non dimentichiamoci, infine, di visitare l’appartamento del giardino segreto.

Luogo raccolto ed intimo, quì il duca si incontrava con Isabella, isolandosi dalla corte. Particolare è, infine, la Grotta, fatta costruire dal Duca Vincenzo intorno al 1595. Il buio ed il mistero, che pervade l’ambiente, evoca scogliere e le grotte, l’dea è di rappresentare alcune località marine, dove l’acqua con il suo insinuarsi tra le rocce e la sabbia movimenta lo spazio statico. Molti elementi marini sono innestati negli intonaci dei muri: madreperle, perle e coralli. Tutto ciò ci fa immergere in uno spazio misterioso ed affascinante.

Palazzo della ragione e Torre dell’orologio

Il palazzo, edificato nel 1250, era sede della Corte di giustizia. Qui si amministrava la crudele giustizia di quei tempi. Oltre a ciò, in esso, si tenevano le pubbliche assemblee. Il Palatium Novum aveva, dunque, uno scopo ben definito. Qui il popolo, periodicamente, doveva partecipare alle decisioni di interesse comuni e più importanti. Vi era anche uno spazio coperto dove trovare ricovero nelle giornate piovose. Sulle pareti dell’ampio salone, all’interno del palazzo, vi sono tracce di affreschi medioevali.

Nel perimetro esterno della struttura, con i suoi portici quattrocenteschi, vi si teneva il mercato. La merlatura è ghibellina, dunque sappiamo che la città in quel periodo parteggiava per l’imperatore.

Il marchese Ludovico diede ordine di costruire la torre dell’orologio che fu, appunto, costruita nel 1472 e l’orologio fu realizzato dall’artigiano Bartolomeo Manfredi. Si tratta di un orologio astrologico vi sono le fasi lunari, i segni zodiacali e consigli legati alla vita di tutti i giorni. Segna, inoltre, il sorgere ed il calare del sole e descrive come gli astri influenzino i vari momenti della giornata.

La leggenda lo descrive come un magico oggetto, all’interno del quale la scienza l’astrologia e la magia si fondono insieme per creare un unicum.

Si può, oggi, salire nella torre fino alla stanza dell’orologio e vedere la complessità dell’intricato meccanismo, più volte restaurato. Da qui si può ammirare lo stupendo spettacolo della città di Mantova.

Piazza Sordello

Il luogo centrale e, per alcuni versi, tutt’oggi il più tipico della citta di Mantova è Piazza Sordello.

E’ stata dedicata al poeta Sordello da Goito. Inizialmente era stata denominata Piazza di San Pietro. Fu realizzata abbattendo alcune vecchie case che si trovavano tra vie parallele, la città aveva un disegno urbanistico di tipo romano, quindi si sviluppava a quadrangoli. Fu nel medioevo che vennero fatti gli interventi architettonici più importanti, che modificarono l’aspetto della piazza, ma anche nel secolo XVIII, quando venne rifatta la facciata del Duomo ed il Palazzo Vescovile. Piazza Sordello è stata, per secoli, centro di tutte le attività politico religioso della città. Guardano, sulla piazza, i più importanti edifici cittadini, quindi: il Palazzo Vescovile, il Duomo, il Palazzo Ducale, il Palazzo del Capitano, Palazzo Castiglioni e la Torre della Gabbia. Vicino alla piazza vi è il Castello di San Giorgio. Qui sono visibili importanti affreschi del pittore rinascimentale Andrea Mantegna. Nell’angolo sud est, della piazza, è visibile, con l’ausilio di strutture apposite sopraelevate, una pavimentazione di epoca romana a mosaico.

Il festival di letteratura

Evento culturale da non perdere per la città di Mantova è il Festivaletteratura. È il più importante appuntamento di divertimento culturale della città.

FESTIVAL LETTERATURA

Cinque giorni di laboratori, concerti, percorsi tematici, spettacoli con scrittori nazionali ed internazionali.

Ma anche eventi con artisti, scrittori, poeti e saggisti provenienti da tutto il mondo.

Periodo in cui l’intera città è coinvolta da un evento culturale che tutto pervade.

Si tiene ogni anno a Mantova, dal 1997, sul finire dell’estate.

Sabbioneta

A pochi km da Mantova, assolutamente da visitare, si trova il paese di Sabbioneta.

Fu Vespasiano Gonzaga Colonna a fondare la cittadina intorno al 1554. Il luogo scelto era dove vi era una rocca di suo nonno Ludovico ed un antico insediamento romano.

Il luogo era in una posizione strategica al centro della pianura padana e lungo l’antica via consolare Vitelliana. Vespasiano Gonzaga intendeva che Sabbioneta doveva essere, soprattutto, una fortezza e per questo costruì un imponente circuito murario. Tale sistema difensivo la rendevano uno delle più importanti sistemi difensivi della Lombardia di quei tempi. Tutt’oggi la cinta muraria è ben conservata e ciò fa di Sabbioneta una della più interessanti città murata della zona.

Ma Sabbioneta è nota, soprattutto, come capitale del piccolo Stato di Sabbioneta.

A quei tempi era circondata da ben più minacciosi grandi stati regionali:

  • Il Ducato di Milano, governato dal governatorato spagnolo, ad ovest.
  • Il Ducato di Mantova, retto dalla linea primigenia dei Gonzaga, cugini di Vespasiano, ad est oltre il fiume Oglio.
  • Il Ducato di Parma e Piacenza, sotto la casata Farnese, solidale e amica dello stesso Gonzaga, a sud del Po.

L’area del piccolo Stato di Sabbioneta era confinata in questa propaggine orientale della diocesi di Cremona e costituiva, dunque, un obbligato crocevia, vuoi per i commerci nel medio corso del Po, vuoi come via di comunicazioni tra la bassa bresciana e l’Emilia.

Quando Sabbioneta divenne residenza del principino Vespasiano Gonzaga Colonna maturò il periodo più prospero della storia della città.

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